“Aprite i cuori all’Immacolata, ecco appare la Madre di Dio (dicembre 1983)”

Aprite i cuori all’Immacolata,


ecco appare la Madre di Dio

Perché mai dovrebbe essere sempre Maria a mostrarsi? Ed ancora oggi?

Chi si meraviglia di questo non ha capito chi Ella sia

Le apparizioni di Maria dell’età moderna non solo si moltiplicano ma sembrano anche intensificarsi. Le esortazioni, gli insegnamenti, le richieste di Maria ai credenti — tutte le grazie di Dio contengono sempre anche una richiesta! — divengono più concrete. Oggi è molto vivo il problema della pace nel mondo e Maria dà indicazioni molto concrete su come si possa evitare la catastrofe: più preghiera, più amore e qualcosa del tutto dimenticato: il digiuno.
Molti si meravigliano di queste apparizioni. Perché deve essere sempre Maria? Non ci sono altri santi? Non potrebbe il Signore della Chiesa stesso rivelare la sua volontà? Chi si meraviglia in questo modo non ha capito chi è veramente Maria. Ella è il prototipo della Chiesa, la Chiesa nella sua forma più pura, la Chiesa come dovrebbe essere o (poiché siamo tutti peccatori), come dovrebbe cercare d’essere. Maria non è una persona privata, Ella è, si potrebbe dire, una persona universale.
Chi è la Donna in Apocalisse 12, rivestita di sole e così via, che grida forte per le doglie del parto, il cui Figlio, sovrano del mondo, viene rapito verso Dio e che, recatosi nel deserto, ha altri figli, che combattono per Cristo? La Donna è senza dubbio, come dicono gli esegeti, la comunità dei salvati sulla terra che con la loro fede e la loro speranza danno alla luce, tra i dolori, il Messia: l’Antica Alleanza, in quanto è fedele alla Alleanza. Ma infine una Donna deve ricapitolare in se tutta questa fede veterotestamentaria, per dare alla luce nella carne il Messia, ed è questa stessa Donna che, poi nel deserto della storia universale, resiste alle minacce del dragone e dà alla luce altri figli: i cristiani. Ella è dunque divenuta la Chiesa. Maria è la ricapitolazione dell’Antica Alleanza e la personificazione della Nuova. Quando Paolo in Efesini 5, 27 dice che Cristo si è stabilito una « Chiesa senza macchia » (Ecclesia immaculata), allora questo vale in senso stretto solo per Maria, sua Madre, che dovette essere senza macchia soprattutto per poter concepire e dare alla luce il Figlio di Dio. Ella ha la fede perfetta (di Abramo) e la perfetta umiltà della «Serva del Signore» che a tutto è disponibile. In quanto Ella è Madre nella carne, è anche disponibile a simbolizzare l’Antico Testamento dal quale Gesù, che fonda il Nuovo, si distacca: «Che c’è tra me e te, o donna?» «Chi fa la volontà del Padre mio, egli è mio fratello, mia sorella e mia madre». Ma presso la Croce, dove la spada profetizzata la trapassa definitivamente, il Figlio la consegna al suo apostolo che la «prende con sé», cioè nell’ambito della Chiesa apostolica, visibile. La vediamo in ultimo nella cerchia degli apostoli pregare insieme a loro e invocare lo Spirito Santo sulla Chiesa. Su di Lei lo Spirito si è posato da molto tempo ma ora Ella è a tal punto incorporata alla Chiesa fondata da Cristo che non prega solo per essa ma con essa.

Quale serva del Signore che si può a tutto adoperare, Ella è ora disponibile anche per il Figlio suo, per mostrare ai cristiani ciò che la Chiesa è in realtà — e dovrebbe essere. Proprio perché Ella è la perfetta umile, non ha alcun timore nel rimandare a se stessa, nell’apparire con un rosario, nel fungere da intermediaria al Figlio. Tutto in Lei è grazia, perché dovrebbe esitare a presentare al mondo questo miracolo di Dio, fare ammirare non già se stessa, ma manifestare la potenza di Dio e del proprio Figlio?
La parola «rivelazione privata» non è molto felice. Essa è giustificata se si considera che oltre alla Parola di Dio del Nuovo Testamento non c’è da aspettarsi per il mondo nessuna rivelazione del Dio uno e trino. Ma l’abbiamo compresa nella sua profondità e pienezza? Non abbiamo bisogno sempre di nuove spiegazioni per capire ciò che in essa è contenuto in profondità di grazia ma anche in richiesta di grazia? In che misura ne siamo assorbiti? E chi sarebbe più competente a darci questa mai conclusa spiegazione se non la «Ecclesia immaculata?». Infatti le grandi apparizioni — si pensi soltanto a Lourdes — si fanno strada da sé al di là di ogni «privato» nel grande pubblico della Chiesa. Forse l’insieme diviene un po’ più concreto ancora se volgiamo la nostra attenzione su di una figura del Nuovo Testamento che qui riveste nascostamente un ruolo di grande importanza: il discepolo prediletto ed evangelista Giovanni. Perché è l’unico degli apostoli che sta ai piedi della Croce e al quale viene affidata la Madre dal Figlio morente. Ma Giovanni è d’altra parte legato in modo particolare a Pietro: già nel primo capitolo del suo Vangelo Pietro viene designato ad essere pietra della Chiesa. E tutta la parte conclusiva dell’ultimo Vangelo è una sorta di apoteosi del papato: Pietro ha il compito di esaminare da solo la tomba vuota e poi di far strada a Giovanni. Pietro deve confessare il suo amore più grande di quello degli altri apostoli (anche di quello di Giovanni!) perché gli venga affidato il gregge di Gesù. A Pietro viene promessa alla fine la sequela sulla Croce. Proprio alla fine rimane però ancora Giovanni: «Se io voglio che egli resti, che te ne importa?», il permanere dell’amore nel mondo (entro e anche fuori della Chiesa di Pietro) è cosa che riguarda unicamente il Signore. Negli Atti degli apostoli Pietro e Giovanni nei primi capitoli compaiono sempre insieme.
Si vede il ruolo ch’egli ricopre? Egli ha riunito Maria, la Chiesa intimamente santa, perfetta e Pietro, il primo rappresentante della unità visibile della Chiesa. Nel Vangelo essi non avevano alcun contatto, ora sono configurati l’uno all’altro, assolutamente non come se ci fossero due Chiese, una invisibile e una visibile (come intendevano alcuni eretici), ma in modo da costituire i due princìpi fondamentali della unità della Chiesa, in quanto «sposa» di Cristo. A che essa sia anche il suo «Corpo mistico», provvede il Signore stesso, con la sua Eucaristia.
La devozione mariana dei Papi propria dell’età moderna è senza dubbio una presa di coscienza molto felice di questa inseparabile comunione. Non si creda che essa sia semplice devozione privata; lo è certamente, anche, ma è nello stesso tempo espressione di una comunione intima, dogmatica. E tra le direttive di Maria ai suoi bambini e le direttive dei Papi alla Chiesa e al mondo non sussiste la minima discrepanza.
Tutto ciò può suonare estraneo e duro ad orecchie «ecumeniche»; penso che sia, al contrario, musica bella per orecchie cattoliche. E forse anche cristiani non cattolici possono presagire un po’ della esattezza di questa armonia se essi riflettono più profondamente sulla necessità che la Chiesa di Cristo possa essere soltanto una e, quali ne siano le premesse, ciò possa divenire possibile.

Hans Urs von Balthasar 
(traduzione di Rosa Zanardi)

a cura di Sonia Fiore

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