Messaggio di Maria del 25 marzo 2000

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“Cari figli! Pregate e utilizzate questo
tempo, perché è tempo di grazia. Io sono
con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno
di voi, affinché il vostro cuore si apra a
Dio e al suo amore.
Figlioli, pregate incessantemente fino
a che la preghiera non diventi per voi gioia.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Utilizziamo questo tempo:
un tempo di grazia
da non sprecare

L’invito alla preghiera è una costante nei
messaggi di Maria; anche in questo messaggio
lei ci esorta a pregare.
Penso che dobbiamo interrogarci sulla ragione
di tanta insistenza, dobbiamo interrogarci
tutti, ma soprattutto noi che ci riteniamo
destinatari di questi messaggi, noi che ci
riteniamo i cari figli ai quali Maria dice grazie
per aver risposto alla mia chiamata.
Se ancora oggi, dopo ripetuti inviti, occorre
richiamarci alla preghiera forse significa
che la nostra risposta non è adeguata,
non è sufficiente, non è consona alla richiesta
ed all’attesa di Maria; occorre rivedere
qualcosa, certamente qualcosa di non secondaria
importanza, nel nostro modo di pregare.
Questa considerazione non deve buttarci
nello sconforto, anzi deve stimolarci nel nostro
cammino, deve rilanciare la nostra speranza
e rinnovare la nostra volontà di adesione
al suo appello, perché questo è tempo
di grazia (cfr Eco n° 149, commento al messaggio
del 25.12.99). Questo è veramente
tempo estremamente propizio al ritorno al
Padre che ci attende con amore infinito ed è
pronto a stringerci al suo Cuore e festeggiare
il nostro ritorno (Lc 16, 20).
La presenza di Maria nel mondo, il Grande
Giubileo sono occasioni non comuni per
cogliere, nel tempo che stiamo vivendo, la
grazia che Dio abbondantemente elargisce.
Maria ci invita a cogliere questa occasione
propizia, a non lasciarla cadere: utilizzate
questo tempo, perché è tempo di grazia.
Occorre far tesoro di queste parole, prenderle
molto sul serio, decidersi per Dio (quante
volte ce lo ha chiesto!) oggi senza aspettare
domani, decidersi con una determinazione
forte e seria; occorre riconsiderare il nostro
cammino di conversione, il nostro modo
di pregare; occorre ripartire. Abbiamo detto
che la consapevolezza della insufficienza
della nostra risposta agli inviti di Maria non
deve scoraggiarci ma rafforzare la nostra determinazione;
dobbiamo prendere umilmente
coscienza della nostra pochezza, dei nostri
limiti, del nostro peccato e quindi della
nostra assoluta dipendenza dalla misericordia
di Dio. Se veramente ci convinciamo di
essere peccatori, assolutamente bisognosi del suo perdono, se non siamo falsi ed ipocriti
nel riconoscere il nostro peccato, possiamo
riprendere il cammino con fede nuova, possiamo
sperare di far tesoro di questo tempo
di grazia.
Maria assicura il suo aiuto per ciascuno
di noi : Io sono con voi e intercedo davanti
a Dio per ognuno di voi affinché il vostro
cuore si apra a Dio e all’Amore di Dio.
La sua intercessione non è generica ma
specifica; tende ad ottenere da Dio che il cuore
di ciascuno di noi si apra a Lui ed al suo
amore. Questa è grazia grande! Maria ci ha
sempre chiesto nei suoi messaggi l’apertura
del cuore, l’abbandono a Dio; non è possibile
pregare rimanendo chiusi in se stessi; si
possono ripetere delle formule, ma non si può
entrare in comunione con Dio; non si può
pregare se nel cuore si odia il fratello, anche
se è un fratello che ti ha fatto soffrire; non si
può pregare se si parla male del fratello, anche
se è un fratello che ha sbagliato. Occorre
ottenere da Maria l’apertura del nostro cuore
a Dio. Chiediamole questa grazia senza
mai stancarci! Chiediamola a Lei direttamente,
in forza dei suoi stessi messaggi, chiediamola
per intercessione di don Angelo, che
dal Paradiso continua a dirigere questo
giornalino, chiediamola per intercessione dei
nostri Santi, del beato P.Pio, della beata
Faustina Kowalska canonizzata il 30 aprile
di quest’anno, domenica della Divina Misericordia
In questo modo potremo procedere nel
nostro cammino al seguito di Gesù, potremo
progredire nella qualità della nostra preghiera,
potremo scoprire e sperimentare in essa
il contatto con Dio, che è esperienza d’amore
che trascende ogni scala di valori in auge
nel mondo, e che è pace e gioia che non dipende
dalle vicende umane, né dalla salute o
dalla malattia.
Con l’aiuto di Maria possiamo pregare
incessantemente fino a che la preghiera
diventi gioia per noi, cioè fino a che Cristo,
che è la nostra Gioia, viva realmente in noi

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