Messaggio del 25 luglio 2000

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“Cari figli! Non dimenticate che qui sulla terra siete in cammino verso l’eternità e che la vostra dimora è in cielo. Perciò, figlioli, siate aperti all’amore di Dio e lasciate l’egoismo e il peccato. Che la vostra gioia sia solamente scoprire Dio nella preghiera quotidiana. Perciò utilizzate questo tempo e pregate, pregate, pregate: Dio vi è vicino nella preghiera e attraverso la preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

In cammino con Maria verso l’eternità

L’invito di Maria ha tutto il sapore e la freschezza dell’acqua sorgiva; è cosa a tutti ben nota, eppure ha per noi la novità delle cose rimaste per lungo tempo dimenticate; ha il sapore e la sostanza del pane genuino che nella sua naturale fragranza spazza via ogni sofisticazione e ridona il gusto delle cose semplici ed essenziali. Non dimenticate che qui sulla terra siete in cammino verso l’eternità; dovremmo saperlo, ma lo abbiamo dimenticato o ce ne ricordiamo solo occasionalmente.

Quante cose cambierebbero nel mondo se fosse universale la coscienza della vita come cammino verso l’eternità ! Quante preoccupazioni verrebbero a cessare se tenessimo gli occhi fissi al Cielo, dove è la nostra dimora, e non alla terra che ci ospita solo per un tempo più o meno breve (2 Cor 4, 17-18)! Molte sopraffazioni, violenze, ingiustizie, molti abusi, scandali, delitti, sia a livello personale sia a livello sociale ed addirittura planetario, hanno la loro radice in una concezione della vita che rimane confinata a questa terra. Allo stesso tempo, una tale concezione crea falsi idoli e ad essi immola, nel senso reale della parola, vite umane, particolarmente di giovani e di bambini. Ma qui non si tratta solo di confrontare diversi modelli di vita; si tratta di ricordare, ed è cosa infinitamente più importante, che siamo veramente figli di Dio, che la nostra figliolanza ci è stata acquistata ad un prezzo altissimo, non sostenibile da alcuna persona né da alcuna nazione al mondo: la morte in croce di Gesù, nostro Signore e nostro Dio.

Non possiamo, specialmente noi che con il battesimo siamo morti e risorti in Cristo, dimenticare questa realtà, non possiamo vivere ignorandola (Col 3, 1-3). La nostra appartenenza a Dio, in Cristo Gesù, è realtà che si può sperimentare se siamo aperti all’amore di Dio, cioè se lasciamo che il suo amore ci raggiunga, ci pervada, ci penetri e quindi se lasciamo l’egoismo e il peccato che ci rendono impermeabili a questo amore. Quante volte Maria ci ha raccomandato di aprirci, di abbandonarci all’amore di Dio! Non c’è vera conversione se non è fondata sulla fede nell’amore che Dio ha per ciascuno di noi e sulla conseguente nostra apertura alla sua azione di grazia. Che la vostra gioia sia solamente scoprire Dio nella preghiera quotidiana, esorta Maria; è la gioia di chi realmente entra in comunione, in contatto con Dio, di chi nella preghiera non recita formule ma parla con Dio, si pone alla sua presenza e di essa fa esperienza. Scoprire Dio è possibile perché ce lo dice Maria; occorre solo prendere alla lettera e seguire fedelmente i suoi insegnamenti. Ma c’è di più: la nostra gioia sia solamente scoprire Dio; questo avverbio indica certamente l’esclusività del rapporto con Dio; il nostro Dio è un Dio geloso (Es 20, 5b) e ci vuole totalmente per sé; ma questa esclusività, non mortifica ma anzi soddisfa, i nostri bisogni (Mt 6,33). Scoprire Dio nella preghiera quotidiana, cioè vivere giorno per giorno al suo cospetto, riposarsi in Lui, scrollarsi di dosso il pesante giogo del mondo per assumere il suo che è dolce e leggero (Mt 11, 28-30), e fare questo abitualmente, quotidianamente, non solo in particolari occasioni o circostanze. Ogni momento della nostra giornata deve essere inserito nella preghiera, deve prendere forma, sostanza e significato da questo rapporto intimo e costante con il Creatore; allora anche la più umile delle nostre attività assume valore di eternità e porta frutto. Dunque utilizzate questo tempo e pregate, pregate, pregate; il tempo vissuto nella preghiera non è mai sprecato, anzi è impiegato nel migliore dei modi, è tempo altamente produttivo; ed infatti Dio è vicino a voi nella preghiera e attraverso la preghiera; cioè la preghiera è luogo e mezzo di incontro con Dio; cosa altro di meglio potremmo cercare, chiedere o desiderare? Creati ad immagine di Dio (Gen 1,27) siamo chiamati a realizzare in noi questa immagine; in ciò consiste il cammino verso l’eternità, questo dà senso alla nostra vita, consolazione alla nostra sofferenza, speranza alla nostra umanità. Dobbiamo percorrere questo cammino ed invitare ad esso chi ci sta vicino; Maria ci chiede sempre di vivere i suoi messaggi ed in passato ci ha anche chiesto di diffonderli. Dobbiamo testimoniare con la vita, prima ancora che con le parole, che camminare alla presenza di Dio è possibile in ogni situazione, in ogni circostanza, in ogni ambiente; che procedere in questo cammino è quanto di più affascinante si possa sperimentare nel mondo, è autentica promozione umana, è pace, è gioia, è salvezza già in questo mondo, è esperienza di Cielo in terra.

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