Messaggio del 25 gennaio 2001

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“Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la prehiera e il digiuno con ancora più entusiasmo, affinchè la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli, chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. Vi ripeto ancora una volta: solo con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare, le guerre della vostra incredulità e della paura per il futuro. Sono con voi e vi insegno figlioli: in Dio è la vostra pace e la vostra speranza. Per questo avvicinatevi a Dio e mettetelo al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

In Dio, pace e speranza

Fondamento della nostra fede è la consapevolezza dell’amore di Dio per noi. Dio ama ciascuno di noi; ci ama di un amore umanamente incredibile, che passa attraverso la passione e la morte di Gesù Cristo. Credere nell’amore di Dio è la premessa indispensabile per la nostra risposta d’amore. Occorre credere che in Dio è la nostra pace, occorre riporre in Lui la nostra speranza; occorre avvicinarsi a Dio e metterlo al primo posto nella nostra vita. Questo è l’insegnamento di Maria, questo è il contenuto di ogni suo messaggio. Vivere la nostra fede è riconoscere la signoria dell’amore di Dio e rispondere a questo amore con un amore che coinvolge tutte le nostre facoltà e che annulla ogni distanza fra noi ed i nostri fratelli (Mc 12, 29-31). Ma come è possibile, nella concreta realtà, amare Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente, con tutte le nostre forze ed amare gli altri come noi stessi ? Maria continua a ripeterci che la via è preghiera e digiuno. Pregare è riconoscere che Dio ci è vicino, è cogliere la sua presenza, è fidarsi di Lui, è aprirsi al suo amore, vivere in comunione con Lui. Non occorre altro che una disponibilità sincera; non è indispensabile sapere tante cose di Lui, basta sapere che ci ama e che è pronto ad accoglierci fra le sue braccia, basta desiderare con cuore umile e sincero questo divino abbraccio. Digiunare è vivere in sobrietà, eliminare ogni abuso, nel cibo come nel rapporto con gli altri; non è digiuno cibarsi di pane ed acqua e poi seminare discordia, operare divisioni, ledere i diritti altrui. Digiunare è eliminare ogni spreco, bandire ogni logica di potere, distinguere ciò che è necessario da ciò che è superfluo, saper riconoscere la bellezza della vita e del creato al di fuori da ogni orgia consumistica. Digiunare è riporre in Dio i nostri bisogni. Egli che riveste di incomparabile bellezza i gigli del campo e che nutre gli uccelli del cielo non avrà cura di noi? (Mt 6, 25-30).
Maria ci invita a rinnovare la preghiera e il digiuno con ancora più entusiasmo; infatti preghiera e digiuno sono mezzi potenti di elevazione dello spirito, ali per sollevarsi verso Dio, e dunque devono essere vissuti con entusiasmo. La preghiera diventi gioia, torna a dirci Maria e ci assicura che chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male; è sempre più grande il numero delle persone che sperimentano nella loro vita la veridicità di queste parole e tutti noi siamo chiamati a farne esperienza ed a darne testimonianza. La vera gioia è frutto della comunione con Dio, come la paura è conseguenza della separazione da Lui; le vicende umane non possono né dare né distruggere questa gioia come non possono eliminare la paura del futuro o del male. Ed ancora Maria ribadisce che solo con la preghiera ed il digiuno anche le guerre si possono fermare, le guerre della nostra incredulità e della paura per il futuro. Non è chiaro il senso stretto di questa affermazione ma in senso lato ci sembra di poter dire che preghiera e digiuno possono evitare i danni enormi, anche cruenti, che la mancanza di fede può scatenare nel mondo. Prendere in seria considerazione questi ammonimenti di Maria significa cogliere tutti i suoi suggerimenti senza privilegiarne alcuni ed escluderne altri; quindi rinnovare la preghiera ed il digiuno ed eliminare ogni paura ed ogni incredulità. Sono con voi e vi insegno, figlioli: in Dio è la vostra pace e la vostra speranza. Cosa possiamo desiderare ancora?

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