L’ANTICRISTO di Padre Livio con Diego Manetti

L’ANTICRISTO (PIEMME 2015)

di Padre Livio con Diego Manetticover ANTICRISTO

 

“Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh?

Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui.”

 

Papa Francesco

(Omelia in casa “Santa Marta”, 11 aprile 2014)

 

 

Affrontare il tema dell’anticristo sarebbe una vana speculazione teologica se non risultasse utile per la comprensione del tempo presente e delle sfide future. Parlare dell’anticristo ha senso, oggi, perché la sua azione è quanto mai presente nel mondo contemporaneo e i suoi effetti ricadono sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Se così non fosse, non avremmo scritto il libro che ora hai tra le mani. Se invece lo abbiamo scritto, è perché siamo consapevoli di quanto sia urgente aprire gli occhi sull’agire anticristico del demonio nella odierna società.

Cominceremo dunque col mettere in evidenza i motivi di attualità del tema, specificando che l’anticristo per eccellenza è il demonio stesso, colui che più di ogni altro si oppone frontalmente a Cristo, e pertanto trattare dell’azione anticristica significherà sempre, benché in modi diversi, indagare l’opera del demonio (cap. 1). Proseguiremo notando come Lucifero – angelo decaduto in seguito alla originaria ribellione contro Dio – fin dal principio della storia umana si è dato da fare per tentare di distruggere l’opera più bella della creazione, cioè l’uomo stesso, e in parte c’è riuscito, con la seduzione del serpente e la catastrofe del peccato originale narrata nella Genesi (cap. 2). Tale opposizione mira a colpire direttamente il Verbo incarnato, Gesù di Nazareth, contro il quale il demonio scatena la sua azione anticristica, dalle tentazioni nel deserto al dramma della passione e morte in croce (cap. 3). Satana si rivela così, secondo l’insegnamento dello stesso Gesù, come colui che è menzognero e omicida (cap. 4), bramoso di diventare dio al posto di Dio, come dice san Paolo (cap. 5). L’azione anticristica viene descritta in particolare dall’Apocalisse che, nella visione della lotta tra la Donna e il drago e nell’immagine della bestia e del falso profeta, illumina l’agire demoniaco proprio di ogni tempo (cap. 6). L’anticristo attacca la Chiesa dall’esterno, con la violenza, ma anche dall’interno, con la falsa profezia (cap. 7), destinata a culminare nella “massima” impostura anticristica di cui parla il Catechismo (cap. 8) e che pure è denunciata dal magistero più recente dei pontefici, da Paolo VI a papa Francesco (cap. 9).

L’indagine sulla figura e l’opera dell’anticristo proseguirà quindi con il chiedersi se si tratti di singole personalità o di manifestazioni collettive, se sia un’opera che accompagni tutta la storia della salvezza o alcuni momenti specifici, infine presentando alcune delle massime incarnazioni anticristiche della storia (capp. 10, 11, 12).

Facendo riferimento ai testi “profetici” della mistica e della letteratura cristiana, si presenteranno quindi le visioni dell’anticristo proprie di diversi autori: il regno dell’anticristo e gli apostoli di Maria descritti dal Montfort (cap. 13); la figura della bestia che profana il tempio di Dio, secondo la beata Emmerick (cap. 14); l’anticristo falsamente pacificatore di Solov’ëv (cap. 15); la società anticristica preannunciata dal “Padrone del mondo” di Benson (cap. 16); l’anticristo come novello Giuda secondo gli scritti di Maria Valtorta (cap. 17).

Dopo questa ampia panoramica sulle fonti della Bibbia, del magistero, della mistica e della letteratura, torneremo a guardare da vicino i nostri giorni, per scorgere l’azione anticristica nel “mondo nuovo senza Dio” che l’umanità sta ormai costruendo (cap. 18), per indagare quindi l’azione dell’anticristo nel tempo dei segreti di Medjugorje (cap. 19), nella prospettiva della vittoria di Maria con gli apostoli da Lei formati e attraverso i pastori scelti da Suo Figlio (cap. 20), sapendo che dopo questa vittoria della Donna sul dragone infernale (primo combattimento escatologico) verrà concesso al mondo un tempo di pace (che l’Apocalisse indica con i mille anni durante i quali satana verrà incatenato negli inferi), prima dell’ultimo scatenamento diabolico, con la massima impostura anticristica e il ritorno nella gloria e nella potenza di Cristo che, al suo apparire, sconfiggerà per sempre il diavolo (cap. 21).

La speranza, come sempre, è quella di aver lavorato secondo le intenzioni della Madonna, facendo quanto la Regina della Pace ci chiede per prepararci alla battaglia spirituale e alla prova della fede che già caratterizzano questi tempi e che culmineranno nel compiersi dei dieci segreti, sapendo che siamo chiamati a resistere saldi nella fede attraverso la preghiera, poiché “chi prega, non ha paura del futuro” (messaggio del 25 giugno 2000).

 

Diego Manetti

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