18 MAGGIO 2014: UNA PICCOLA GRANDE MEDJUGORJE A RHO

Ore 03,50 del 18 maggio 2014, suona la sveglia, pronti per rispondere ad una nuova chiamata della nostra amata Madre.

In Pullman verso Rho, zona Fiere padiglione 21, per una giornata di preghiera organizzata dall’associazione “MIR I DOBRO”.

Siamo tra i primi ad arrivare e, una volta occupati i posti prenotati, iniziamo subito la recita del Santo Rosario.

Prende la parola la Sig.ra Chiarina, organizzatrice dell’evento, ed inizia ad illustrarci le tante difficoltà incontrate per riuscire ad organizzare il tutto. Un giorno, non essendo ancora riuscita a saldare il debito di parecchie migliaia di euro relative all’evento dello scorso anno, si rivolge con il cuore gonfio di dispiacere a Maria, rammaricata le dice di non sentirsela di organizzare il tutto anche quest’anno. I debiti sono troppi e i rischi molto elevati. Ma, dopo soli due giorni, ecco che le si presenta una persona con un assegno in mano che consente di saldare tutti i vecchi debiti! La risposta di Maria non si è certo lasciata attendere: Lei desiderava che questo evento si realizzasse.

Al temine di questa introduzione, ecco iniziare la prima Adorazione Eucaristica con  Padre Petar che molti ricorderanno come il sacerdote prescelto per svelare i dieci segreti al mondo intero. La sua storia ha attirato l’attenzione dei presenti, in molti la curiosità di sapere qualcosa in più sui segreti, argomento però su cui ovviamente si è preferito soprassedere.

Al termine, la parola a Suor Gabriella dell’Oasi della Pace. Ci racconta la sua storia di giovane ribelle con una madre che continuava a pregare Maria affinché questa giovane mettesse la testa a posto. Anni difficili con il suo rifiuto a seguire ogni consiglio che le veniva suggerito dalla propria famiglia. Poi un giorno il crollo davanti ad una statua della Madonna e l’inizio di una nuova vita. Un cambiamento che, se pur chiesto più volte dalla madre, aveva in qualche modo sorpreso tutti. La decisione di seguire il gruppo dell’Oasi della pace portò addirittura a non aver rapporti con la madre per più di due anni. Una storia che ha coinvolto emotivamente tutti i presenti e nella quale in molti hanno rivisto parte della loro vita: molte sono, infatti, le famiglie che lottano quotidianamente per salvare questi figli “ribelli” e che hanno trovato grande conforto in questa profonda riflessione.

Dopo Suor Gabriella, ecco salire sul palco Jakov, il più giovane dei sei veggenti. Visibilmente affaticato, racconta che il giorno precedente era impegnato a festeggiare la Cresima della figlia e, pertanto, aveva dovuto posticipare il viaggio in Italia di alcune ore. Ma cosa non si fa per la nostra Madre Celeste?! Racconta, poi, aneddoti della sua vita privata di quando, bambino, ricevette dal Cielo questa immensa grazia, e, ancora, della sua vita di figlio unico senza genitori, del suo rapporto attuale con i  figli, delineando così ai nostri occhi la vita di un uomo normale. Ci allieta, al termine della sua testimonianza, con alcuni canti scritti da lui, uno, in modo particolare, ha toccato la sensibilità dei presenti perché dedicato alle sue “due Madri”.

Mancano pochi minuti alle 12.00 ed è l’ora di collegarsi con il Vaticano per ascoltare il Regina Coeli di Papa Francesco.

Colpisce molto il discorso di apertura, in qualche modo ci suggerisce come comportarci quotidianamente.

Ritengo doveroso riportarne il testo affinché lo si possa apprezzare nuovamente:

Alle ore 12 di oggi, il Santo Padre Francesco si affaccia alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Coeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale. Queste le parole del Papa nell’ introdurre la preghiera mariana del tempo pasquale:
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
oggi la Lettura degli Atti degli Apostoli ci fa vedere che anche nella Chiesa delle origini emergono le prime tensioni e i primi dissensi. Nella vita, i conflitti ci sono, il problema è come si affrontano. Fino a quel momento l’unità della comunità cristiana era stata favorita dall’appartenenza ad un’unica etnia, ad un’unica cultura, quella giudaica. Ma quando il cristianesimo, che per volere di Gesù è destinato a tutti i popoli, si apre all’ambito culturale greco, viene a mancare questa omogeneità e sorgono le prime difficoltà. In quel momento serpeggia il malcontento, ci sono lamentele, corrono voci di favoritismi e disparità di trattamento. Questo succede anche nelle nostre parrocchie! L’aiuto della comunità alle persone disagiate – vedove, orfani e poveri in genere -, sembra privilegiare i cristiani di estrazione ebraica rispetto agli altri.
Allora, davanti a questo conflitto, gli Apostoli prendono in mano la situazione: convocano una riunione allargata anche ai discepoli, discutono insieme la questione. Tutti. I problemi infatti non si risolvono facendo finta che non esistano! Ed è bello questo confronto schietto tra i pastori e gli altri fedeli. Si arriva dunque ad una suddivisione dei compiti. Gli Apostoli fanno una proposta che viene accolta da tutti: loro si dedicheranno alla preghiera e al ministero della Parola, mentre sette uomini, i diaconi, provvederanno al servizio delle mense per i poveri. Questi sette non vengono scelti perché esperti in affari, ma in quanto uomini onesti, di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di sapienza; e sono costituiti nel loro servizio mediante l’imposizione delle mani da parte degli Apostoli. E così da quel malcontento, da quella lamentela, da quelle voci di favoritismo e disparità di trattamento, si arriva ad una soluzione. Confrontandoci, discutendo e pregando, così si risolvono i conflitti nella Chiesa. Confrontandoci, discutendo e pregando. Con la certezza che le chiacchiere, le invidie, le gelosie non potranno mai portarci alla concordia, all’armonia o alla pace. Anche lì è stato lo Spirito Santo a coronare questa intesa e questo ci fa capire che quando noi lasciamo allo Spirito Santo la guida, Egli ci porta all’armonia, alla unità e al rispetto dei diversi doni e talenti. Avete capito bene? Niente chiacchiere, niente invidie, niente gelosie! Capito?
La Vergine Maria ci aiuti ad essere docili allo Spirito Santo, perché sappiamo stimarci a vicenda e convergere sempre più profondamente nella fede e nella carità, tenendo il cuore aperto alle necessità dei fratelli”.

A questo punto è giunta l’ora della prima pausa.

Si riprende nel pomeriggio con la recita della Coroncina della Divina Misericordia, al termine della quale, inizia la seconda Adorazione Eucaristica e, a seguire, la Catechesi di Padre Peter.

Poi, prende la parola il Dott. Gaeta che ci parla dei tre Papi Giovanni XXIII ,Giovanni Paolo II e Francesco.Tutti hanno un forte legame con Maria sin dai primi anni della loro vita. Racconta attimi di vita dei nuovi Santi, episodi sconosciuti a molti. Viene evidenziato quanto sia stato forte questo legame con la Madonna prima e durante il loro pontificato.

Al termine di questa testimonianza la celebrazione della S.Messa  e a seguire la recita del S.Rosario.

Tocca ora a  Krizan, cugino di Ivan e suo collaboratore. Persona che noi del nostro Gruppo di Preghiera, avevamo avuto modo di incontrare in albergo a Medjugorje. Anche la sua testimonianza coinvolge intensamente i presenti. Racconta dei mali dell’essere umano e di quanti errori abbia fatto in questi anni, tocca i temi del divorzio, dell’eutanasia e di come l’uomo tenda all’ auto-distruzione.

Terminiamo la giornata con una breve Adorazione Eucaristica e con la preghiera di guarigione di padre Peter, il momento più toccante che ha scosso l’animo dei presenti .

Una lunga giornata dedicata a Maria e alla preghiera che mi ha convinto a provare ad organizzare per il prossimo anno un pullman per dare la possibilità ai nostri parrocchiani di vivere questa meravigliosa esperienza.

Noi amiamo Maria, ma Maria ama tutti noi.

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